12.2.07

La Trota a Rivodutri

Rivodutri sta a circa 90 km da Roma, di cui circa 50 di Salaria e 30 nella campagna reatina, in moto è una bella passeggiata.

Partiamo verso le 10.45 e poco dopo mezzogiorno siamo davanti al ristorante ma tiriamo dritto, altri 300 metri e siamo alle sorgenti del torrente Santa Susanna, ci allevano le trote e noi ci procuriamo la cena per domani.

Tornando verso il ristorante mi fermo davanti al molino chiuso, purtroppo vengo sempre di domenica, devo tornarci un giorno lavorativo per visitarlo: è un molino ad acqua, mi piacerebbe moltissimo vederlo funzionare.



La giornata è strana, cioè nella norma di un inverno come questo, 10-12 °C, brezza leggerissima e cielo limpido sopra di noi mentre, aldiquà dei monti all’orizzonte, nembi e cumuli e cirri (e ogni loro combinazione) ci minacciano rendendo il tutto vagamente malinconico. E il molino chiuso non aiuta.

Arrivare a destinazione sì, aiuta, migliora l’umore già dal parcheggio che, come il giardino piccolo e il ristorante, è posto lungo il Santa Susanna.

Dal giardino piccolo un ponte di legno sopra al torrente porta al giardino grande.

Amo questo ponte (la foto è dell'estate scorsa).

Ogni volta che vengo a mangiare qui faccio più di una sosta su questo ponte, fumo, inseguo le trote con lo sguardo, mi lascio ipnotizzare dal paesaggio e penso che mi piacerebbe organizzare una festa in quei giardini in qualunque stagione.

I ponti sono una cosa bella, sia dal punto di vista ingegneristico che metaforico, e questo è un bel ponte.

Entriamo nel locale all’una, come da prenotazione.

Il menù è più ricco dell'ultima volta, alcune proposte nuove e 3 percorsi (menù degustazione mi sembra del tutto inappropriato): “I nostri classici”, “Attraversando il lago…” e “Arrivando al territorio…”

Prendo quest’ultimo.

Mentre aspettiamo arrivano i “perditempo”, uno dei leit motiv della casa: un trittico a tema (oggi “patata”) composto da una pallina di gelato (di patate), un cannolo tiepido ripieno di una crema (di patata) e una zuppetta calda (sì, di patate), ogni tanto cambia il tema, possono essere broccoli, peperoni, cipolle, melanzane…

Il piatto dei pani è interessante, come al solito dovrà essere riempito più volte.

Arriva il primo piatto del mio percorso:

Uovo ricomposto su pan brioche, fonduta di raschera, asparagi e pompelmo rosa

E a seguire

Arnucca cotta al forno con ripieno e scaloppa di fois gras

Le nuove; classiche zuppe (nella foto il cappuccino di topinambur, il piatto ha anche degli gnocchetti di ricotta in brodo e tortellini al limone in altro brodo)

Garganelli di olive nere con polpettine di pollo alla cacciatora

Piccione arrostito con purè di datteri e sedano rapa

Per motivi professionali non posso esimermi dal provare –alla carta- il nuovo “Millefoglie di trota fario e fois gras con purè di topinambur e zucca”.

A parlare di un posto che si conosce bene si possono trovare molti motivi ricorrenti; in questo caso ce ne sono di carattere qualitativo, come la ricerca delle materie prime o la preferenza data alla produzione (e in particolare al pesce) locale e altre ricorrenze di processo, come i vegetali disidratati al forno o i giochi di caramello, che sono parte degli equilibri fra solidi, superfici e linee che compongono le splendide coreografie dei piatti e, naturalmente, gli equilibri di sapori.

Dolce da scegliere dall’apposita carta

Ne prendo anche un altro

Carrello dei formaggi

E carta dei caffè.

Usciamo dal ristorante quattro ore dopo essere entrati.

Molto, molto, soddisfatti.

Vado sul ponte e penso che sarebbe molto bello se ci fosse anche un percorso gluten free… ecco, ho un altro obiettivo (diciamo a 12 mesi).

Aggiungo:
-per gli amanti dei numeri, che la sala è di 200 (duecento) metri quadrati e la cucina di 160 (centosessanta) per servire 35 (trentacinque) coperti, e che il menù che ho scelto costa 65 (sessantacinque) euro, bevande escluse;
-per gli amanti degli aggettivi, che il minimo che si può dire è “impeccabile”;
-per gli amanti del buon mangiare, andateci!
-per gli amanti, fatevi dare il tavolo all’angolo, con vista sul giardino e sul torrente.

Il posto è questo, i proprietari son i fratelli Maurizio e Sandro Serva e lo chef Enrico Pezzotti (in foto).

7 comments:

Daniela @Senza_Panna said...

Sono un'amante dei numeri e vorrei sapere quanto hai speso.
Bellissima recensione, amo quei posti e li conosco abbastanza bene.
Purtroppo non sono mai stata alla Trota ma ci devo andare assolutamente.

Daniela
(Tartare)

luis said...

Oltre al percorso (come hai letto) ho fatto diverse puntate extra, gli altri commensali -più parchi- alla carta (non si potrebbe ma c'è qualche vantaggio a essere assidui), vino, formaggi, caffè e ron zacata, sotto i 90 € a testa.

Daniela @Senza_Panna said...

grazie, mi sembra davvero interessante.

Scusa, ma non conosco l'arnucca.
Cos'è?

luis said...

Credo sia il modo di chiamare l'annurca in loco, in ogni caso è una mela.

Anonymous said...

Per me è un pò lontano però l'ho segnato.

Daniela @Senza_Panna said...

ci vado domani!! :-)))))

Daniela @Senza_Panna said...

Ci sono stata... a prestole foto sul mio blog...

Non vedo l'ora di tornarci
:-))))))