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11.5.10

Le Ben in TV

Giovedì 6 maggio siamo stati a "La prova del cuoco", insieme a Gabriele Bonci, per insegnare a fare la pizza senza glutine.

Potete vedere il podcast qui.

26.1.09

ancora su Sky

Aggiornamento: sul sito di alice le ricette (e le foto) della lemon pie e della sacher torte

Su Alice TV (canale 416 di Sky), per il programma Casa Alice, Esther spiega come fare senza glutine...
  • chipà, lunedì 26.1 alle 18.30
  • lemon pie, mercoledì 28.1 alle 18.30
  • sacher torte, venerdì 30 gennaio alle 18.30

In replica il giorno successivo alle 12.30.

Buona visione!

13.10.08

Pane GF che passione!

Per il ciclo Pane che passione!, 10 puntate di Alice tv dedicate al pane, una è dedicata a quello senza glutine e siamo noi di Le Ben a mostrare come si fa.

Chi è interessato (e può accedere a Sky) può seguirci nella puntata di lunedì 20 ottobre alle 21:00 (sul canale 416 di Sky).

Buona visione.

UPDATE: replica lunedì 10 novembre (ora di pranzo) e martedì 11 novembre (serata)

19.4.07

Bignè

Ingredienti:
120 grammi di farina di riso (o amido di mais, o una miscela dei due);
250 cc di acqua;
50 grammi di burro (o margarina);
un pizzico di sale;
3 uova


1. mettere in un pentolino l'acqua, il burro e il sale e portare a ebollizione;

2. aggiungere la farina;

3. mescolare sul fuoco basso finchè i grumi non sono spariti e il tutto ha un colore opalescente e omogeneo (l'amido è gelatinizzato e l'impasto ha l'aspetto di una polentina bianca);

4. lasciar raffeddare in una ciotola;

5. aggiungere le uova una alla volta (o un po' alla volta, se le avete mescolate)...

...fino a ottenere un impasto omogeneo;

6. riempire con l'impasto una tasca da pasticcere con un becco da 20 mm;

7. deporre in teglia dei "bocconcini";

8. infornare a 200 °C per 10 minuti e a 180 °C per altri 10...

...e dovreste tirare fuori questo


cioè una teglia di bignè, appunto.

6.1.07

Incroci obbligati

Scendo dalla cavalla, è tardi, siamo stanchi tutt'e due.
Abbiamo fatto molte ore di strada in pochi giorni, per partecipare ai festeggiamenti legati al moto dei corpi celesti e poi tornare.
Lascio le bisacce nella stalla, mi porto su solo la piccola sacca, ho ancora da lavorare, devo scrivere alcune lettere che voglio siano spedite appena possibile.
Sullo scrittoio noto che, durante la mia assenza, è arrivata della posta: c'è un pacco e delle missive dalle Indie Occidentali, una pila di robaccia stampata a caratteri mobili e qualche rotolo di cui riconosco il mittente.
Uno me lo manda la Regina di Propriocezione che ho conosciuto -insieme al regal Consorte e alla Delfina- in quest'ultimo mio peregrinare, il giorno in cui la luna raggiungeva la sua pienezza.

Persone deliziose, tutt'e tre.
Ho passato con loro due ore molto brevi, bevendo cha e discorrendo di mille cose, dagli studi comuni con il Consorte, agli analoghi riferimenti orientali e le disquisizioni sul Principio di Scambio Equivalente con la Regina ad altri, ancor più insoliti, incroci... non credo che in Italia ci siano molte persone che sanno cosa possa aver rappresentato il Teorema di Talete per la Contessa di Shortshot: in quel salotto eravamo in 3 a ghignare divertiti.
La Regina è bella e parla molto bene, nel senso più ampio del termine: con voce armoniosa e proprietà di linguaggio, con rigore logico e leggerezza.
E' piacevole ascoltarla, e confesso che in quel paio di occasioni in cui la mia opinione divergeva completamente dalla sua, l'ho ribadito con poca convinzione, quasi sottovoce, per non interrompere il fluire del suo discorso.

Srotolo il suo messagio, contiene una sola frase e un altro rotolo (di diversa calligrafia) con un procedimento per la trasmutazione in Aurum Mediolanensis del quale mi ha parlato....

Ho questo procedimento, è lungo e complesso e io non l'ho mai messo in pratica, ma la persona che me l'ha dato sì, è riuscita a ottenere un Aurum Mediolanensis assolutamente unico...
Ma lei, Maestà, l'ha visto? L'ha saggiato con l'acqua di Geber? E com'è, pesante, lucido... ?
No, io non l'ho mai visto, ho solo sentito questa persona che ne racconta meraviglie.

Ho pensato "Maestà, se lei avesse incontrato -come me- centinaia di viandanti che per diletto o necessità seguono il sentiero ermetico, avrebbe incontrato -come me- centinaia di viandanti che altro non fanno che decantare le virtù delle pozioni loro (o dei loro cugini), elisir e processi che giurano produrre le più limpide pietre e i più preziosi metalli che soddisfano le più alte aspettative...
In novantanove casi su cento trattasi di Effetto Dotazione, per cui ciò che esce dal proprio paiolo ha degli effetti positivi in sé e per sé.
Non mentono in cattiva fede, ci credono davvero che quella cosa che luccica sia oro, di solito non lo è."
Ho pensato tutto questo ma ho detto

Va bene Maestà, lo proverò e le farò sapere i miei risultati.

Sono molto indulgente con la Regina di Propriocezione, difficile non esserlo.

Naturalmente manterrò la parola data e tenterò -quando la luna sarà nel giusto quarto- la trasmutazione in Aurum Mediolanensis.

13.12.06

La madre di tutte le granaglie

La quinua o quinoa (si pronuncia kinua) era il grano sacro degli incas, il chisaya mama: la madre di tutte le granaglie, appunto.

La quinua non è un cereale, è una chenopodiacea, parente prossima dello spinacio e della barbabietola.
La quinua non contiene glutine, ma tante cose buone (nel seme le proteine sono il doppio che nei cereali).

Non ci sono risultanze scientifiche che sconsiglino il consumo di quinua da parte dei celiaci.

La quinua è una pianta molto tosta, cresce fra i 2500 e i 4000 metri di altezza in un areale diviso fra il Perù e la Bolivia (e il 90% della produzione boliviana finisce in Perù, per lo più di contrabbando).
Tralasciando i campi sperimentali in giro per le americhe (di solito ad altitudini più umane e con rese migliori) mediamente un ettaro di quinua produce 500-600 kg di semi ogni anno, che vengono pagati intorno a 1$/kg; a quelle altitudini, e con quei dislivelli, una famiglia di contadini riesce a coltivare uno o due ettari (la produzione è molto parcellizzata).

Ci sono molte varietà di quinua, in linea di massima più il seme è grande più è pregiato.
Dopo il raccolto, i semi devono essere portati ai centri di raccolta (nelle città più importanti) dove si procede al loro lavaggio accurato, per togliere la saponina che ne ricopre la buccia ed è molto amara.

Conviene in ogni caso lavarla ancora prima di cucinarla e, dopo tutta questa fatica, la si può finalmente mangiare.
Si usa in modo simile al riso e, come il riso, di per sè la quinua non sa di molto.
[trad.: sono stato costretto all'assaggio di
pudding di quinua totalmente privi di sapore e dalla consistenza inquietante]

Quest'estate sono andato alla fonte e ho avuto occasione di mangiare cose di quinua buone.

In particolare, la granola.

E' una sfera di ca. 5 cm di diametro fatta di quinua soffiata e amalgamata con miele, o acqua e zucchero, e forse del bianco d'uovo (nel caso poco), non ho potuto fare molto reverse engineering: ero al Paso de Chiquian, a 4200 m.s.l.m., il sole a picco bruciava la pelle e la temperatura era vicina allo zero, ma soprattutto avevo fame.

Si sgranava come una barretta di sesamo, ma più morbida e leggera, molto "riempiente" ed energetica, con 5 di queste, un etto di formaggio e una specie di foccaccina sono andato avanti un'intera, lunga, giornata.

Qualche giorno dopo, a Cuzco, la proprietaria del Pachamama (calle Maruri 215), su mia irresistibile richiesta, ha scritto questa ricetta sul retro di un cartoncino.

Crema de Quinua

* 250 g di quinua macinata
* 2 cucchiai di burro
* 2 cucchiai di olio di oliva
* 1 tazza di latte (o panna)

Riscaldare una pentola, metterci l'olio, il burro, il latte e aggiungere la quinua macinata [lasciar sobbollire un poco].
Aggiungere sale a gusto.

Io ci ho messo anche dei crostini, olio a crudo e pepe.

Non era per niente male.